Senza Parlare

La storia semplice ma complicata di Sara e Marco, due fratelli separati da una (apparente) incomunicabilità

Lo spettacolo è prodotto dal Centro Benedetta D’Intino Onlus ed è liberamente tratto dal libro Senza parlarescritto, a più mani, dalle famiglie che frequentano il Centro

Il progetto scenico, prodotto dal Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Paola Frassi, è di SpkTeatro e nasce da un’idea di Lisa Moras, Stefano Zullo e Alberto Biasutti.

 

Trama

Sara e Marco sono fratelli.

Cresciuti insieme ma divisi da un muro invisibile: l’incomunicabilità. Sara non parla, non può, è smarrita in un mondo tutto suo e non si relaziona con gli altri.

Marco deve intraprendere una viaggio alla ricerca della sorella, un viaggio che parte da una consapevolezza: Sara è prigioniera di se stessa.

Sarà grazie al Centro Benedetta D’Intino che Marco riuscirà a capire la chiave per accedere al mondo di Sara. Così, in un crescendo d’immagini ed emozioni, Sara esce dalla sua prigione distorta ed entra in relazione col fratello, e noi, con Marco, scopriamo una cosa sempre saputa: siamo ciò che diamo.

La compagnia

SpkTeatro è una realtà che si occupa di organizzare e produrre spettacoli dal vivo, eventi e rassegne di teatro contemporaneo.

Il progetto nasce nel 2015 da un direttivo femminile under 35 e si distingue da subito per un approccio fresco e innovativo sia nell’ambito della programmazione che nel campo della ricerca artistica.

La compagnia guidata da Lisa Moras, autrice e regista, Alberto Biasutti, multimedia designer e Stefano Zullo, scenografo, persegue un lavoro su ambienti scenici in cui tecnica e interpreti recitano insieme, ricercando un equilibrio estetico e percettivo fra l’elemento artigianale, umano e multimediale.

Le date

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Di che emozione si tratta?

Emozioni senza parlare.

Qualcuno le chiama processi multicomponenziali che informano le nostre vite, determinano le nostre azioni e i nostri comportanti. Qualcun altro risposte innate, composte da fenomeni involontari automatici e simultanei, che coinvolgono sia il corpo che la mente. Ma per tutti noi si chiamano “semplicemente”, emozioni.

Ognuno di noi ogni giorno ne vive e ne comunica, spesso involontariamente, davvero molte: gioia, tristezza, ansia, paura, felicità, stupore..
Comunicarle ed esprimerle è una necessità intrinseca di ogni essere umano, anche senza parlare.

Le nostre emozioni prendono spesso vita sul nostro volto passando dai nostri occhi.

Il grande potere espressivo del nostro sguardo è orchestrato soprattutto da una complessa trama di nervi e muscoli che intervengono nel movimento di sopracciglia, palpebre, tempie, etc. Tutto ciò riflette l’attivazione emotiva di ogni momento, lì dove anche le palpebre compiono la loro funzione.

Riportare al centro l’importanza dei nostri occhi come mezzo di veicolo delle nostre emozioni, è l’obiettivo della call che abbiamo lanciato sui nostri canali social e sui canali dei partner della tourneè “Senza parlare” e che sarà attiva per tutto il periodo della tourneè.

L’invito che vi rivolgiamo è quello di scattare una foto dei vostri occhi, rappresentando l’emozione a voi più cara o che magari state vivendo proprio ora mentre leggete questo testo, e pubblicarla sui vostri canali social utilizzando gli hashtag #senzaparlare #emozionisenzaparlare.

Potrete accompagnare il vostro scatto anche da una didascalia che spieghi la vostra emozione o che lasci ai vostri amici la possibilità di scoprirlo e provare a indovinare. Con questa attività, ancora prima che promuovere la tourneè “Senza parlare”, potremo iniziare insieme a diffondere l’importanza del trasmettere le nostre emozioni, anche senza parlare.

Alcuni scatti saranno selezionati e saranno periodicamente caricati su questo wall, il wall delle emozioni senza parlare.

Se vorrete potrete anche condividerle con noi direttamente via email scrivendoci a comunicazione@benedettadintino.it.

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La Fondazione Benedetta D’Intino, grazie all’omonimo Centro, segue ogni anno circa 400 bambini con grave disabilità comunicativa e con disagio psicologico attraverso i due settori clinici di Comunicazione Aumentativa Alternativa e di Psicoterapia.

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